Processo di Asset Allocation

Asset Allocation

L'asset allocation è un processo integrato, attraverso il quale si giunge a definire la composizione desiderabile di un portafoglio che soddisfi determinati criteri e caratteristiche dell'investitore, utilizzando un mix di classi di investimento. Alla base della creazione del portafoglio, sono necessarie informazioni sull'investitore e sull'investimento come la tolleranza al rischio, stato economico sociale, la durata dell'investimento, il flusso di reddito e di eventuale risparmio e altre informazioni ritenute interessanti dal gestore del portafoglio.

Per un corretto bilanciamento del proprio investimento si deve:

- identificare la meta dell'investimento, valutando l'esigenza di liquidità, il reddito, l'orizzonte temporale dell'investimento e stabilendo la propria tolleranza di rischio.

- identificare una linea di investimento che possa essere fatta rientrare nelle categorie di
* rendita (con cui si intende ottenere la massima rendita costante nel tempo, con un rischio nullo);
* bilanciato (l'obiettivo è di ripartire l'investimento in maniera tale che si possa puntare alla crescita del capitale nel lungo periodo, tollerando anche fluttuazioni di rendimento);
* crescita (il desiderio principale è la crescita del capitale nel lungo periodo. Si è disposti a tollerare ampie fluttuazioni del rendimento. Il portafoglio è costituito da investimenti prevalentemente azionari anche sui paesi emergenti sia in euro che in valuta estera).

- Costruire il portafoglio attraverso l'individuazione iniziale di classi di investimento (azioni Italia, azioni Europa, titoli obbligazionari, ecc..) per poi passare alla selezione dei singoli strumenti (azioni Italia diventa l'azione di un'azienda o un fondo, l'obbligazione di breve termine un BOT, ecc...).

Tra le forme individuali rientrano i Fondi aperti ad adesione individuale e i contratti di assicurazione sulla vita.

La Legge Finanziaria 2007 prevede che al 1° gennaio 2007 ciascun lavoratore dipendente possa scegliere di destinare il proprio TFR maturando alle forme pensionistiche complementari oppure di mantenerlo presso il proprio datore di lavoro.

Le scelte cambiano a seconda dell'anzianità contributiva dell'interessato. In ogni caso, una volta effettuata la scelta per il TFR nel fondo pensione, a questo si potrà contribuire - oltre che con il trattamento di fine rapporto - anche con contributi a carico del lavoratore e con contributi a carico del datore di lavoro (se gli accordi o contratti collettivi lo prevedono).

Attenzione! Inserisci un indirizzo email valido.
Riceverai una mail con le istruzioni per la pubblicazione del tuo commento.
I commenti sono moderati.
Nome
E-Mail
Sito Web
Commento
Accetto informativa per la privacy
Accetto informativa per i dati personali

Grazie, riceverai una mail con le istruzioni per attivare il commento!
Se non ricevi il messaggio controlla anche tra la tua posta indesiderata,
il messaggio potrebbe essere erroneamente considerato come spam.