La Gestione del Rischio

Gestione del Rischio

Importante valutare molto bene i rischi prima di iniziare qualsiasi tipo di investimento:

Diversificare

Abbinare nel proprio portafoglio titoli diversi ne diminuisce la rischiosità, evitando che l'andamento di un unico comparto o strumento condizioni il rendimento del proprio "giardinetto". Per ripartire il rischio è opportuno stabilire una soglia massima al 10% del capitale disponibile per l'investimento in un titolo. E' un suggerimento da seguire con costanza, se si vuole mantenere una equilibrata distribuzione della probabilità, anche se non vale a proteggere l'investitore da un crack e da un ribasso generalizzato della Borsa.

Un secondo suggerimento, corollario del primo, è quello di evitare in ogni caso di tenere contemporaneamente in portafoglio più di dieci titoli dello stesso comparto (azionario, obbligazionario ecc) per non rischiare possibili confusioni.
E' bene inoltre riguardare costantemente tutte le operazioni effettuate in passato, per imparare a prevenire eventuali errori futuri.

Il trade-off tra rischi e rendimenti

Quando si opta per un determinato investimento è opportuno tenere in considerazione il binomio inversamente correlato di rischio/rendimento.
L'abilità dell'investitore consisterà dunque nel creare un portafoglio calibrato sui propri obiettivi, tenendo conto che generalmente il rischio di investimento si scompone in tre elementi base:

Il rischio di mercato, legato all'andamento generale del mercato finanziario su cui si opera;
Il rischio di interesse, in genere incidente sui titoli il cui valore viene eroso dalla fluttuazione dei tassi (come le obbligazioni);
Il rischio di inflazione, la cui incidenza sul rendimento reale è spesso sottostimata.

Per evitare che l'esito dell'investimento possa considerarsi negativo, ovvero non raggiunga l'obiettivo fissato, è importante definire i parametri da prendere in considerazione:
il tipo di strumento, se si tratta di titoli di stato, obbligazioni, fondi comuni,azioni, contratti derivati. Ad esempio, un investimento in azioni risulta generalmente più rischioso di un investimento in titoli di stato o in obbligazioni.

L'emittente, ovvero chi ha emesso lo strumento per la raccolta di capitale. Uno Stato, un'impresa commerciale, una banca. In linea generale il rischio e il rendimento degli strumenti finanziari rispecchiano le caratteristiche di solidità finanziaria dell'emittente.
il mercato di quotazione e di negoziazione dello strumento, presso cui il titolo viene ammesso alla negoziazione e dove avviene la sua compravendita; non tutti i mercati finanziari hanno le stesse caratteristiche: esistono mercati più evoluti e meglio regolamentati e altri in cui sono presenti meno tutele per gli investitori.

Questi dati possono inoltre avere rilevanza ai fini dell'individuazione di un possibile rischio di liquidità, cioè la possibilità, a seguito di una decisione di vendita dello strumento, di incontrare delle difficoltà nel liquidare l'investimento e, di conseguenza, ottenere un valore inferiore a quello originariamente investito.

Il rischio di credito, cioè la probabilità che l'emittente non sia in grado di onorare i propri impegni di pagamento degli interessi o di rimborso del capitale.

Il rischio di mercato, ovvero il rischio di variazioni dell'andamento del prezzo dello strumento, ad esempio, al variare dei tassi di interesse.
la valuta in cui è denominato lo strumento: euro, dollaro, yen, etc.

Il valore di una moneta rispecchia lo stato di salute del Paese che l'ha emessa, con evidenti differenze tra valute più forti e stabili ed altre più deboli e instabili. Da qui il rischio di cambio relativo alla possibilità che variazioni dei tassi di cambio portino ad una perdita del potere d'acquisto della moneta detenuta e alla conseguente perdita di valore dei crediti.

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